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Viaggio in Umbria dalla Cascata delle Marmore a Norcia in camper
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Viaggio nella Valnerina, dalla Cascata delle Marmore, ai piani di Castelluccio attraversando Cascia e Norcia
Paesaggi incontaminati, montagne insidiose e gole impenetrabili accompagnano il sinuoso scorrere del Nera, da sempre incontrastato signore di questi luoghi. Lungo il corso dei secoli l'uomo si è più volte confrontato con l'oscuro fiume, bonificando terreni, erigendo castelli e sottraendo terra ai boschi per dare vita a pascoli e radure. Queste terre suggestive, profondamente segnate dalla furia dei terremoti, rappresentano da sempre l'anima mistica del Paese.
Verso la cascata delle Marmore scendo da Terni si seguono le indicazioni per la Cascata delle Marmore, inoltrandosi nella Valnerina. Abitata fin dall'età della pietra, questa zona si sviluppa con la sua caratteristica forma a triangolo collegando l'Umbria al Piceno e all'Abruzzo. Nel 290 a.C. il Console romano M. Curio Dentato realizzò un canale per far defluire le acque stagnanti del fiume Velino dalla valle Reatina fino alla rupe di Mar-more. Da allora, con un salto di 165 metri, il Velino precipita nel sottostante fiume Nera dando origine alla spettacolare Cascata delle Marmore. Questa la storia. Più suggestiva la leggenda che narra del pastorello Velino profondamente innamorato di Nerina. Un amore non corrisposto che si trasformò in tragedia. Cupido, per vendetta, fece precipitare la giovane nel fiume che ora porta il suo nome. Le lacrime dell'inconsolabile Velino allagarono il bacino Reatino fino a tracimare dalla rupe. Oggi la Cascata è utilizzata per la produzione di energia elettrica e le visite al salto del Velino seguono orari ben precisi. Oltre la cascata, la valle comincia a punteggiarsi di terreni coltivati. Qui, sulla riva destra del Nera, sorge Aronne, borgo medievale sviluppato su due insediamenti. L'antico, o "Terra", è circondato da mura e torrioni. La parte più recente si svi-luppa fuori dalla cinta e ruota attorno alla Chiesa di Santa Maria Assunta.
Dopo Arrone la valle si restringe per poi allargarsi nuovamente al passo di Ferentillo, vigilato da due rocche. Posto a circa 18 km da Terni, nella parte più bella della Valnerina, Ferentillo conserva gli insediamenti originari. Nel nucleo di Mattarella si trova la duecentesca pieve di Santa Maria. Precetto è invece dominato dalla Chiesa di Santo Stefano. Qui, nella grande cripta, la particolare composizione del suolo, ha fatto si che i corpi ivi deposti subissero uno straordinario processo di mummificazione. Le mummie di Ferentillo vestiti, capelli, fisionomie, tutto è rimasto intatto andando a formare una macabra esposizione: 20 corpi conservati in altrettante teche, sembrano attendere il visitatore, ognuno con la propria storia. Vicino al paese, sul poggio del monte Solenne, si trova l'abbazia di San Pietro in Valle. Edificata tra il IV e il VII secolo, la costruzione presenta un'armoniosa fusione tra stile romanico e stile longobardo Riprendendo il cammino si giunge in vista di Scheggino, lambito dalle acque del fiume Nera. L'abitato, sviluppatosi attorno all'antico castello e dominato dall'alta torre, è diviso in due da un canale artificiale. Da qui boschi e lunghi filari di olivi incorniciano i terrazzi di Sant'Anatolia di Narco, caratteristico borgo medievale cinto da mura ellittiche, e, più in basso, la splendida Chiesa romanica di San Felice di Narco. Abbandonando il corso del Nera per attraversare la dorsale Coscerno-Aspra si attraversa un bel paesaggio dominato dal monte di Civitella. Dopo pochi chilometri si raggiunge Gavel-li. Posto a 1153 metri d'altitudine, merita una visita per la sua pittoresca piana, punteggiata da cedri secolari. Procedendo verso il corso del fiume Corno si accede a Monteleone di Spoleto, cittadina dai due volti, uniti e divisi dalla chiesa di San Francesco, con un portale gotico. Spiccatamente medievale la parte più antica, disposta a ventaglio intorno all'antica rocca, di forma ortogonale la zona di origine quattrocentesca. La visita alla cittadina parte da palazzo Bernabò (XV secolo) dove si imbocca una scalinata fino alla torre dell'Orologio. Poco fuori l'abitato la necropoli del Colle del Capitano, risalente all'età del bronzo. Percorrendo ancora qualche chilometro lungo la valle del Corno si arriva a Cascia. Di origini medievali. la cittadina, segnata da un terribile terremoto, presenta oggi ben poco dell'antico insediamento. All'ingresso dell'abitato si incontra la Chiesa di San Francesco, riedificata nel 1839, presenta un bel rosone al centro della facciata. Vicino a porta di Santa Maria sorge la duecentesca collegiata di S. Maria., mentre percorrendo le vie che dalla porta conducono alla Basilica si ammirano gli antichi palazzi gentilizi, più volte rimanegpati. Meta di numerosi pellegrini, Cascia ha il suo cuore religioso nella Basilica di Santa Rita, imponente edificio eretto tra il 1937 e il 1947 dove un tempo sorgeva la chiesa agostiniana con l'annesso convento. All'interno l'altare maggiore custodisce la reliquia del "Corpus Christi", mentre la cappella di Santa Rita conserva, in un'urna di cristallo., il corpo mummificato della Santa. Da non perdere la festa in onore di Sant'Antonio (protettore degli animali) che ogni 17 gennaio anima la città. Cani, cavalli, mucche, asini e gatti sfilano per le vie accompagnati dai loro padroni.
Proseguendo lungo la Statale si giunge ad un bivio dove girando a destra si arriva immediatamente a Norcia girando a sinistra una deviazione ci porta a Borgo Cerreto, alla confluenza del fiume Corno nel Nera. Superato il fiume si incontra la Chiesa di San Lorenzo (fine XIII-inizio XIV secolo),. Riprendendo la strada, sulla destra del fiume, si attraversano due gallerie per arrivare a Triponzo. A circa 2 km dall'abitato vi sono i Bagni di Triponzo, già noti in epoca romana per le acque sulfuree.Giunti al bivio di Pontechiusita si lascia la statale per avventurarsi nella valle Castoriana, un susseguirsi di rossicce gole calcaree e caratteristici castelli.
Poco distante dalla strada principale sorge Preci, punto d'incontro tra la valle Castoriana, la valle Oblita e la valle del Campiano. Tra i luoghi ricchi di antiche suggestioni, le preistoriche grotte di Abeto e la splendida abbazia di Sant'Eufizio. Dalla chiesa, costruita nel 1190, proverrebbe uno dei più antichi documenti in volgare. Insieme all'arte a Preci è presente anche una notevole tradizione
di chirurghi. Fin dal XIV secolo, i chirurghi preciani, ammirati in tutta Europa, si distinguevano per la loro abilità nel campo della microchirurgia. Proseguendo il viaggio alla scoperta della valle, si attraversa Piedivalle, circondato da sorgenti, per giungere a Campi Vecchio, piccolo borgo dove le case, disposte su tre livelli, si appoggiano alle pendici del colle.
Giunti alla forca d'Ancarano (10011 metri) si scende verso Norcia, situata ai margini della piana di Santa Scolastica nel cuore del Parco nazionale dei Monti Sibillini. Il clima particolarmente gradevole e l'atmosfera tranquilla fanno della città una delle mete preferite da chi vuole fuggire il caos e immergersi in un ambiente a misura d'uomo. Antico capoluogo dei Sabini (V-IV secolo a.C.), già nel II' secolo a.c. divenne un fiorente municipio romano e fino al VI secolo fu sede di diocesi. È interamente cinta da mura del 300, ancora ben conservate. Nel corso dei secoli Norcia venne più volte colpita da catastrofici terremoti che ne minarono a più riprese l'abitato. Oggi la città, grazie alle bellezze naturali e alla sua spiccata vocazione turistico-sportiva, sta vivendo un nuovo periodo di splendore. I piani di Castelluccio sono stati definiti la migliore scuola di volo libero europea, da non perdere la fioritura dei prati metà di Giugno, con interessanti gite a cavallo e passeggiate nella natura. Di interesse non inferiore le tante manifestazioni fieristiche, musicali e folkloristiche che si tengono durante tutto l'anno. Tra queste, il fuoco dei Faoni, ogni 9 dicembre, accende le vie cittadine con immense pire. Per tutti i buongustai, infine, Norcia si trasforma in un vero paradiso: insaccati, tartufi neri e formaggi, ognuno può scoprire il suo speciale viaggio gastronomico.
La cittadina custodisce molti tesori artistici. Entrando da porta Romana, si prende corso Sertorio per arrivare a piazza San Benedetto. Fulcro dell'abitato la piazza è dominata da splendidi edifici. La Chiesa dl San Benedetto, eretta sulla casa dei genitori del Santo, conserva la suggestiva facciata trecentesca. Sul suo fianco destro il portico delle Misure (1500), espone nove misure locali anticamente usate per i cereali. Sul lato Nord-orientale della piazza sorge il Palazzo comunale, mentre un poco appartato si trova il Duomo dedicato a Santa Maria Argentea, suggestivo edificio caratterizzato da spesse mura perimetrali a scarpa (settecentesca soluzione antisismica).
Al suo interno è conservato un affresco degli inizi del XVI secolo l ' attribuito a Francesco Sparapane. Tra le nume-rose chiese presenti nell'abitato, ricche di significative opere d'arte, spicca quella di S. Agostino con affreschi del XV - XVI secolo, alcuni eseguiti da esperti artisti locali. Di notevole interesse anche una visita al Tempietto, una costruzione del XIV secolo.
Nessun problema per il rifornimento idrico e lo scarico delle acque, presenti in zona diverse aree di carico e scarico e agriturismi
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by linda1 data 22-04-2011

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