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Mare in Aspromonte in camper
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Dall'Aspromonte alla Riviera dei Gelsomini

 

Gambarie, Reggio di Calabria, Melito di Porto Salvo, Amendolea Vecchia, Bova Marina, Palizzi Marina Brancaleone Marina, Bianco

 

La Riviera dei Gelsomini è un tratto della fascia Ionica, tra Capo d'Armi e Bianco, cosi chiamata per le coltivazioni di gelsomino che dominano il paesaggio. L'itinerario parte da Gambarie, in Aspromonte; poi, visitata la città di Reggio di Calabria, percorre la suggestiva litoranea che, tra distese di fiori bianchi e odorose colture di bergamotto, fiancheggia le belle spiagge e lo splendido mare.

Situata in posizione panoramica, tra boschi di conifere e faggi, Gambarie è un noto centro di villeggiatura dell'Aspromonte, ottimo punto di partenza per escursioni nei dintorni. Splendida la salita al Monte Cocuzza (a 16 km), che con i suoi 1956 metri di altezza è il punto più alto dell'Aspromonte; dalla vetta, dominata da una statua del Redentore, si gode una magnifica vista. Consigliata anche la passeggiata al cippo Garibaldi (a 7 km), costruito a ricordo dell'episodio in cui l'eroe fu ferito in uno scontro con con le truppe regolari nel 1862.

Da Gambarie si segue la S.S. 184 per 33 km fino a raggiungere la costa, poi si prende la S.S. 106 in direzione sud e, a 8 km, si arriva a Reggio di Calabria. La città, fondata dai Greci nell'VIII sec. a.C., fu pesantemente danneggiata dalla guerra tra Sparta e Atene, dalle guerre puniche e da quelle contro Pirro e, dopo un periodo di nuovo splendore in epoca augustea, subì la dominazione bizantina, saracena e normanna. Del suo fiorente passato, però, sono rimasti ben pochi segni perché il terremoto del 1908 ha praticamente distrutto tutto. Da visitare il Museo azionale Archeologico (tel. 0965/ 2255), che costituisce una delle più ricche collezioni al mondo di arte della Magna Grecia. Di particolare importanza, le 39 tavole in bronzo che costituiscono l'archivio del tempio di Zeus di Locri (IV-III sec. a.C.), la Testa di Filosofo (V sec. a.C.) e i notissimi bronzi di Riace (V sec. a.C.). Presenti, inoltre, raccolte di arte medioevale e moderna, tra cui opere di Antonello da Messina.

Nella parte alta della città, presso il rione Eremo, si trova il Santuario-Basilica della Madonna della Conso-lazione, in cui è custodita un'icona della Vergine del 1547, molto cara ai reggini, che ogni anno, il secondo sabato di settembre, viene accompagnata da migliaia di fedeli in processione fino al Duomo, dove rimane sino a novembre. Il Duomo, ricostruito dopo il terremoto, ha conservato la cinquecentesca cappella del Sacramento, considerata il più importante edificio barocco di Reggio. Dietro al Duomo si ergono le mura del Castello Aragonese, del XV secolo.

Prima di lasciare la città, si consiglia di percorrere il lungomare che fronteggia la Sicilia: una bella passeggiata fiancheggiata da aiuole alberate, da cui si gode una magnifica vista sullo Stretto di Messina.

Verso l'estremità meridionale della città sono anche visibili tratti di mura greche (IV sec. a.C.) e resti di terme romane, in cui si trovano tracce di pavimenti musivi.

Proseguendo lungo la S.S. 106 in direzione della costa ionica, a 25 km dal capoluogo regionale, si scorge la pittoresca rupe di Pentedattilo: un solitario paese abbarbicato sulla roccia, ai piedi del Monte Calvario, custode di feroci leggende e resti di antiche chiese.

Dopo altri 8 km lungo la medesima strada, si incontra Melito di Porto Salvo, il punto più meridionale della penisola. Qui sbarcò Garibaldi nel 1860, dopo avere conquistato la Sicilia, e nel 1862, nel corso della spedi-zione su Roma, terminata nell'episodio dell'Aspromonte.

Percorsi altri 9 km lungo la litoranea, si comincia a salire tra le colline e, a 7 km, si incontra il grazioso centro di Amendolea Vecchia. Qui, in una natura florida e rigogliosa, si possono ammirare i resti di un castello risa-lente al XIII sec. e quelli di cinque antiche chiese bizantine, originaria-mente affrescate.

Tornati sulla litoranea, che affianca bellissime spiagge sabbiose, si susseguono uno dopo l'altro, i frequentati centri balneari di Bova Marina (a 15 km), Palizzi Marina (a 20 km) e Brancaleone Marina (a 35 km). Da qui, si consiglia di spingersi nell'entroterra per visitare la chiesetta bizantina di S. Maria di Tridetti (XI-XII sec.) e il pittoresco paesino di Staiti (12 km).

Ripresa la S.S. 106, si percorrono altri 16 km e si giunge nel piccolo centro di Bianco. La nota patria del "vino greco" si distingue per i lavori di artigianato tessile, eseguiti con cura dalle mani esperte delle donne locali. In contrada Palazzi, si consiglia di visitare i resti delle ville di epoca romana, in cui sono custoditi antichi mosaici.

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